Un punteggio unico di rischio infortunio comprime situazioni cliniche diversissime nello stesso numero e nasconde i dati mancanti. Per questo il flusso di lavoro di Omen Performance non ruota attorno a una probabilità opaca.
Il giudizio clinico richiede confronto: il capo fisioterapista deve poter risalire alla fonte, osservare l’andamento settimanale e motivare perché un giocatore oggi necessita di un lavoro differenziato.
Perché i punteggi predittivi a scatola nera perdono la fiducia dello staff medico
Quando un algoritmo segnala un «rischio elevato» senza specificare se la causa è un picco di sprint, tre notti di sonno insufficiente dopo una trasferta o una cicatrice pregressa al polpaccio, il clinico è costretto a scegliere tra fidarsi alla cieca o ignorare lo strumento.
- Compressione eccessiva: affaticamento da viaggio e sovraccarico tendineo richiedono interventi opposti.
- Occultamento dei dati mancanti: se mancano due registrazioni RPE o note cliniche, un numero unico crea una falsa precisione.
- Nessuna indicazione pratica: una percentuale non dice se ridurre i metri ad alta velocità, adattare la palestra o valutare il giocatore sul lettino.
Come l’IA spiegabile prepara la revisione mattutina lasciando la decisione al clinico
In Omen Performance ogni indicatore conserva fonte, finestra temporale ed evoluzione recente. L’IA formula una lettura qualitativa concisa precisando gli elementi a supporto e i dati mancanti; lo staff aggiunge il contesto di campo e decide l’azione.